giovedì 11 dicembre 2008

Sono onde gli ulivi / das 19

Sono onde gli ulivi Di tristezza Spiagge i rosmarini Gli odori lavano via le arsure Suoni selvaggi sprezzanti paure Escono ora gli sguardi Si scopre l’invisibile: Volo hanno i bianchi gabbiani,

È quanto basta all’essenziale A richiamare dal sonno celeste Che d’espressione sono azzurri I tuoi occhi, mio tesoro Mia rosa mia ginestra Mia spiga di grano Solo del mare è la trasparenza E le acqua portano conchiglie


(Davanti allo specchio 19)

Al risveglio sento un concerto / das 18

Al risveglio sento un concerto Nel cielo, il profumo fresco Del mattino è ombra del passaggio Sofferto nell'incavo dell'anima: Ero in esodo perduto nell'afa Senza la via della dispersione Non potevo che sporgere la fronte Sulla montagna del mio nome E scrutare l'orizzonte del senso: Aprii gli occhi e vidi Lo specchio della volontà alzare Una luce sullo spazio del mare Che giace in ogni pensiero, riflesso Di un nido, di un calore dove Alla lotta segue riposo E altra fatica e altro sudore Fino all'origine del mondo Che sdraiata sfiora i dilemmi E confina nell'intuizione Ogni sentore di fertilità


(Davanti allo specchio 18)

Ora tardo momento nell'incontro / das 17

Ora, tardo momento, nell’incontro Si sono conosciuti in tempo i nostri Occhi, e quanto noi abbiamo parlato Se queste parole mai pronunciate Sono dette in sguardi. C’era un segreto, Nel cofanetto blu un cuore di rosa Secco rubato anni fa nella notte Più bambina, quando d’erba era vivo Il colore di guance. È intenso Ancora, ma c’era un segreto d’erba Calda nella veglia e acque nel pensiero Magico di polvere, nell’oceano Che ora, tardo momento, nell’incontro La memoria s’è fatta di madre Corpo alito e vita e nuovi discorsi Si sono conosciuti ali i nostri occhi

(Davanti allo specchio 17)

Ragione di pietra segreto di cielo / das 16

Ragione di pietra, segreto di cielo Bianco e nero, stella senza voce Primitiva foto dei miei occhi Questo io sento, questo io vedo: Il cuore è un'ampia lavagna Dove ognuno vi scrive ogni giorno Quando il sole cresce e m'abbandona Ma di notte libero via polvere E ancora il mio cuore è più scuro Della tristezza. Ma tu, tu conosci ora Per sempre ancora come imprimere Il bianco nel profondo della vita Che neppure Dio potrà cancellare Quando la morte scenderà: Non esiste che terra potente solo In attesa di un segno oltre questo tempo

(
Davanti allo specchio 16)

Niente è più da conquistare madre / das 15

Niente è più da conquistare Madre, Ora che l’abbandono del cielo è compiuto Trascino ginocchia tra le viole, le rose E m’addolora l’assoluto la zingara stagione. Zitti i profumi la terra nella memoria lontana, Cessano i sospiri il mio corpo di lividi e spine – Poi all’improvviso L’intuizione del paesaggio Era visione del corpo Bianco, febbrile d’amore. L’odore della boscaglia Era calore d’un respiro segnato dal tempo lontano, profondo: L’attesa era Nella notte insonne Nel cuore che avevano Gli occhi aperti di riflessione

(Davanti allo specchio 15)

Davanti allo specchio / das 14

Davanti allo specchio si sfanno Il ricordo e l’attesa, I segni dell’azione mi scompaiono E nell’istante indiscusso del respiro Primordiale sapienza che resta Della pace accolgo i brandelli Bagnati per maturare i giacinti Lasciati sul mobile della camera: Ho tenuto un margine di speranza Sono stracci usati per asciugare L’anima travolta da un pianto Sconosciuto, già vapore che appanna La visione e azzera ogni affetto: Non regnano rinascite nei fiori Ma ostinato li accarezzo con il viso Perché non dormirò senza risposte Quando il corpo non è niente Se non un paesaggio del buio: Luna mangiata dalle nubi Piano, piano nella notte E l’oceano ha perso la luce, La voce delle onde animate Si è spenta ai miei occhi di roccia: Non più vivace riposa una terra Nella lieve brezza ora sopraggiunta. Nulla rimane chiaro, Solo il mio silenzio

(Davanti allo specchio 14)

Nebbia irreale sei / das 13

Nebbia irreale sei, Lungo un sonno perplesso E timoroso d’un amplesso Triste: che sia ricordo di rose Segnate dallo spettro dell’addio? Il sogno scalpita, non sono Che petali rossi di sangue E sento la ferita aprirsi Nel chiaroscuro delle relazioni L’abat-jour è accesa, il momento Consiglia all’arte di scatenare L’azione e annuisco con certezza, L’agire del dolore. Poco più distante dal letto Oltre l’orlo della finestra, Alberi e rami, luci Di lampioni, e foglie Per sempre ombre, nuove ombre Rumori di macchina. Mio amore ora penso Mio amore, prima di coricarmi Dico mio amore ora Unico e dolcissimo amore. Canzoni nella notte e infine Soffio d’aria lontana: Sono rimasto solo, Nebbia irreale

(Davanti allo specchio 13)

Lo conoscete il tempo dell'attesa? / das 12

Lo conoscete il tempo dell’attesa? Al destarsi, nulla accade nel mondo – Sulla brinata terra Tuo è il sangue, respiro Ultimo; la lettera Ha un profumo che esiste solo In mani che son vuote La meraviglia ora assale il respiro, La candela, distesa, non ha fiamma – Nulla accade nel mondo, al destarsi Resta una vergine parola Nell’assenza; l’amore Non si può dire all’alba Quando sulla terra brinata Respiro il tuo sangue Lo conoscete il tempo dell’attesa? In me il tutto giace

(Davanti allo specchio 12)

Dici lieve che sai / das 11

Dici lieve che sai La voce del vento che scorre Cammini nell'odore dell'eterno Pensiero, nel principato divino Di Topi, scarafaggi e tu, regina Sola della dolcezza leggi A occhi chiusi la verità Riflessa sulle tue labbra: Noi siamo il risciò della gioia, Sventriamo le parole Lasciamole in palazzi di silenzio E scriviamo appena il respiro Che spettina il tempo e colma la terra Dici lieve che sei La voce del vento che scorre

(Davanti allo specchio 11)

Piove, il cielo aiuta / das 10

Piove, il cielo aiuta A sanare il deserto Che cresce nelle viscere degli occhi. Bianco il lenzuolo steso Non è d'acqua, ma duro Come anima incolore di secchezza. Da tempo le lacrime Ci hanno lasciato nudi Lavati dal fango della certezza: Il timore del vuoto, Distanza dal principio Che viviamo senza essere o sapere Lampi della montagna Viole in prati di marzo Ma nulla piangiamo fiumi di sabbia. Piove, il cielo dona Sete e nessuno beve Perchè sazio, labbra chiuse, sangue arso Ed uno sguardo spento Col fuoco della noia Fisso al vetro al centro della tormenta. Davanti allo specchio ora Brucia la vista e il viso Scompare pallido nella nuvola Di dolore che temo Aspirerà il residuoMare d'innocenza che mi accompagna. Poi, mi lascerà anche il cielo Una volta sereno: non ho Che un riflesso e un lenzuolo di pietra Per plasmare nuove tecniche Per leggere in anticipo E ridare un'anima agli occhi Con la colpa che contorce la mente In questa infinita notte di guerra Che trascorro in trincea con l'odore Di fine come testimone di un'alba Che non presagirò mai. Un tuono, Stringo forte tra le mani livide Le ultime foto felici, non dormo Ma parlo la tua bellezza un solo secondo: Allora eri tu il cielo che pioveva

(Davanti allo specchio 10)

Attesa, nella stanza di poesia / das 9

Attesa, nella stanza di poesia Il freddo blandisce tristezza Senza sosta. Respiro Si fa compatto e i libri impervi Non risuonano, sono rattrappite Dita. Solo il metallico Gesto del riscaldamento, clangore Lontano dalla carta, è compagno Di solitudine, amore. Fuori Nevica, la vita è bianca, L’albero nudo e scoiattoli grassi Si armano per il letargo oscuro. Ora la matita sembra polvere Bruciata, pallida speranza In frammenti finiti, Esangui come foglia raggelata Nel lago. Pagine del mondo, Senza possibili colori il pianto Sbiadisce le parole e resta un muro

(Davanti allo specchio 9)

Noi camminiamo onde dopo onde / das 8

Noi camminiamo onde dopo onde Lungo le acque del divenire, Nel tempo scivolano foglie Verso il lago, cadono intorno Nell’aria. Perse ora e per sempre, Gelo. Le nostre mani Sono insieme unite con gioia Ma al servizio dell’illusione Se gli occhi di ghiaccio non si sciolgono Alla presenza di un incendio Più forte come la schermaglia Dell’odio. Così avvenne, l’anima Non sarebbe stata estranea In ogni mese dell’anno rimasta Ferma in una stanza sospesa Piena di immagini, senza pareti Ma coi soli specchi della condanna A giudicare utopia la memoria: Non viaggerò gli astri del mondo Perché nel cielo non vedo più stelle, La luce è spenta e sei sparita Tra i muri della vita: un conforto Era l’amore, ora albero senza foglie. Ma come molta neve, resta in parte Tra le retrovie del mio sogno

(Davanti allo specchio 8)

Ora posso vincere ogni male / das 7

Ora posso vincere ogni male, io Incantato al tuo fianco come vinto Da una dolce cecità che mi conduce Nel cuore della più bella vestale Non più dalla bocca, ora preludio, Ma dagli occhi, nucleo della gloria Dove in questo buio d'amore mi sveli Più volte la tua anima vergine E ancora, sino alla fonte profonda Dove rinasce l'innocente piacere Della vita di cui tu sei unica ancella, Io discepolo. A lungo alla fine Della coscienza fu solo il bacio Dei nostri sguardi, quando il respiro Fu silenzio e la scrittura divenne Nuova: la storia umana venne creata

(Davanti allo specchio 7)

Non vedi la verità? / das 6

Non vedi la verità? Le palpebre Sono voce che sente un'emozione Semplice, come gente libera che ha Briciole d'acqua e intese di sguardi Per custodire il domani e scacciare La paura con povertà d'amore

(Da
vanti allo specchio 6)

Non muoverti / das 5

Non muoverti, siamo solo proiezioni Quando il respiro sente l'irrequieto Chiaroscuro delle reazioni umide Ai nostri sguardi. L'ansimo ci coglie Nella stanza fioca di luce: non sbagli, Vederti illumina ogni notte, un tempio Il tuo viso, verso il sottomondo Dell'unità andiamo oltre gli occhi , terra D'abbondanza dove tutto si compie E resta abbandonato: qui i pensieri Urlano all'evidenza del reale

(Davanti allo specchio 5)

Dicono al mondo / das 4

Dicono al mondo tutto stato scritto, In scene di sangue tutto sporcato Lasciato svanire in urla d'oblio. Ma i tuoi occhi tacitano le voci, Disegnano il silenzio della luna Che meraviglia l’inconscio nel buio Ventre della vita: ora sento incessante La guerra scrutare l'angoscia dura Di domani e in tempo di mirtilli bruciati Dall'odio più caldo sono le sole A restare, queste tue pupille nere Profonde più di Dio che parlano Del cielo e tracciano invisibile Sogno di un nuovo sole

(Davanti allo specchio 4)

giovedì 4 dicembre 2008

Oggi del vento / das 3

Oggi del vento ne ascolto Il canto lagnoso del mondo, Del giorno il vuoto assente Che prende il senso delle cose: E forse crolliamo in un pianto Perché essere è ricordo Di uno sguardo, una lacrima D’aria che racconta l'anima Riflessa in cerca di risposta A una ragione che non conosciamo

(Davanti allo specchio 3)

Sono un albero / das 2

Sono un albero Tu sei il mio vento Immobili parole di riflesso, Creazione è lieve movimento Sono un albero Tu sei il mio vento

(Davanti allo specchio 2)

Sei tra il cielo e l'acqua / das 1

Sei tra il cielo e l’acqua: Dalle tue labbra sicure nel tempo Voce di respiro, germoglio improvviso Sgorga la Terra appena

(Davanti allo specchio 1)

lunedì 17 novembre 2008

Come principio / das 0

Come principio chissà Se la poesia riflette percezioni Tra spazi intimi ed esterni E la nostra vita una soglia Tra sguardi e parole. Ma poi, vi è un confine Tra la luce e la notte? Gli occhi attestano presenze O parlano, parlano di anima e amore? E se la nostra parola fosse Solo di sguardi, la voce piena di silenzio Non avremmo una nuova scrittura? Io sono solo attraverso il senso della presenza. Questa è la tua storia.

(Davanti allo specchio 0)
Creative Commons License Io Sono Poesia by Damiano Razzoli is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.