(Davanti allo specchio 15)
giovedì 11 dicembre 2008
Niente è più da conquistare madre / das 15
Niente è più da conquistare Madre, Ora che l’abbandono del cielo è compiuto Trascino ginocchia tra le viole, le rose E m’addolora l’assoluto la zingara stagione. Zitti i profumi la terra nella memoria lontana, Cessano i sospiri il mio corpo di lividi e spine – Poi all’improvviso L’intuizione del paesaggio Era visione del corpo Bianco, febbrile d’amore. L’odore della boscaglia Era calore d’un respiro segnato dal tempo lontano, profondo: L’attesa era Nella notte insonne Nel cuore che avevano Gli occhi aperti di riflessione
(Davanti allo specchio 15)
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